domenica 8 luglio 2018

Notizie dal mondo fluttuante - come continua la mia evoluzione artistica (prima parte)

Eravamo rimasti al 25 Marzo - che è qui sotto e sembra l'altro ieri e allo stesso tempo un anno fa...
Vi ho raccontato, come potevo, come avviene un cambiamento artistico, o meglio, come è avvenuto in me e per me.
Vado avanti nel raconto, questa volta senza indugiare in troppe spiegazioni, anche perché non è semplice razionalizzare e mettere per iscritto quello che puramente è frutto di un flusso in divenire.

Mi affiderò dunque alle immagini, mostrando ciò che dopo quel primo dipinto di cambiamento è nato, così come è nato.
È un processo ancora in divenire, per questo ho specificato nel tipolo prima parte.
Ancora si sta evolvendo, e, soprattutto, non so ancora dove e come mi porterà.

Ho sempre dipinto storie. In ognuno dei miei quadri ce n'era una intera. Vosì continua ad essere. Anzi, in ognuno di questi dipunti ci sono infinite storie. C'è la vita interiore, c'è l'eterno movimento, c'è il pieno ma anche il vuoto. C'è l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. C'è l'infinitamente lontano e il vicinissimo. C'è il dentro e il fuori. E c'è tutto quello che ognuno di noi, con la sua storia, il suo essere, il suo punto nel viaggio, potrà e vorrà vedere.

E dunque eccoli, nell'esatta sequenza in cui sono stati realizzati:

Notizie del mondo fluttuante - ©Tiziana Rinaldi 2018
Nel fondo di me - @Tiziana Rinaldi 2018

Il silenzio e le sue sfumature - @Tiziana Rinaldi 2018
Blessed be - @Tiziana Rinaldi 2018
To be here now - ©Tiziana Rinaldi 2018
Respiro - ©Tiziana Rinaldi 2018
I dettami del sogno - ©Tiziana Rinaldi 2018
Dimmi di te - ©Tiziana Rinaldi 2018
Navigare la terra - ©Tiziana Rinaldi 2018

Infiniti microcosmi - ©Tiziana Rinaldi 2018

Joy - ©Tiziana Rinaldi 2018
Fiori d'acqua - ©Tiziana Rinaldi 2018
Stelle pianeti fiori - ©Tiziana Rinaldi 2018
In una goccia - ©Tiziana Rinaldi 2018
Mare al mattino - ©Tiziana Rinaldi 2018

Per oggi mi fermo qui. Mentre il viaggio continua...
(alla prossima!)

domenica 25 marzo 2018

Notizie dal mondo fluttuante - cronaca di un cambiamento

Da mesi, in questo blog, sto parlando di cambiamento.
Sapevo che in me qualcosa era in atto da molto tempo, non sapevo esattamente cosa, non sapevo come sarebbe successo. A dire il vero non sapevo neanche se sarebbe poi davvero successo, e questo forse era quello che più mi rendeva irrequieta.
A volte si sente forte l'esigenza di qualcosa di nuovo, ma per  mille motivi questo qualcosa non riesce poi a prendere forma, ad avvenire, e tutto rimane ancorato nella consuetudine.

In me il cambiamento è invece poi avvenuto davvero.
Un cambiamento stilistico importante, fondamentale direi.
Un cambiamento artistico che, certamente, va di pari passo con un cambiamento personale.

Questa lunga (ma anche breve, perché cercherò di riassumere il più possibile) cronaca  racconta come tutto è iniziato.
È infatti la cronaca della nascita del primo dipinto della nuova me, cronaca che ho già pubblicato, dividendola in più parti, sui miei profili facebook  e instagram
Ma sappiamo tutti come sono veloci quei mondi, dove una notizia pubblicata al mattino la sera è già vecchia.
Per questo voglio riportare tutto in questo che è un luogo della calma e delle cose che rimangono.
Sarà un lungo post, grazie se deciderete di leggerlo.
Mettetevi comode, e iniziamo.

 ***

Da dove si riprende quando tutto, del nostro modo di essere nel mondo conosciuto e che ci conosce, è cambiato? Da dove si inizia a descrivere? Beh: dall’inizio. 

Da un pomeriggio di qualche mese fa, quando dopo ore, giorni, mesi, di irrequietezza, di frustrazione, di sentirsi imprigionate in qualcosa divenuto troppo stretto di cui noi stesse siamo state artefici, quando ormai si sta facendo strada lo strisciante sentimento di lasciare tutto, in un pomeriggio assurdo di immobilità estrema (ero stata non so quante ore ferma, seduta su una sedia a guardare fuori) mi sono avvicinata al tavolo da lavoro, ho guardato il foglio che da giorni stava lì in attesa (un foglio dove avevo tracciato, potete vedere l'immagine qui sotto, una base stendendo in modo astratto pochi colori, colori che non sapevo però in nessun modo trasformare in qualcosa di davvero mio) l’ho guardato, e come se fosse improvvisamente caduto un velo l’ho visto. 

Ho capito che quei colori sparsi apparentemente a caso, con l'intenzione di farne uno sfondo, coprendoli, erano, invece, qualcosa che voleva emergere, qualcosa con una sua volontà, un mondo che da chissà quanto era lì, in attesa, e mi chiamava. Così ho preso un pastello, e ho tracciato due forme - disegnando, tracciando, facendo emergere, quello che già c’era. 
(Riuscite a vederle? In questa seconda immagine sono solo segni leggerissimi, si trasformeranno, strada facendo).
E tutto è cominciato.

Dopo aver tracciato queste prime due forme, ed essermi sorpresa da quello che vedevo, ho cercato di fare una sola cosa: non pensare.
Se in quel momento mi fossi messa a ragionare sicuramente mi sarei fermata. Spaventata, fermata, tornata indietro su strade conosciute.
Mi sono invece concentrata solo sul silenzio, sul processo, su quello che in modo naturale stava avvenendo, e guidata sempre e solo dai colori e dalle loro forme casuali, ho continuato a tracciare e far emergere ciò che già c’era, vestendo allo stesso tempo il ruolo di creatrice e di osservatrice.
Quello che vedevo nascere era qualcosa di completamente nuovo, somigliava a un mondo, un mondo di cui non avevo ancora nomi o definizioni, ma sapevo essere mio mondo, mia parte di vastissimo e inesplorato mondo, da tanto, tanto tempo...



A quel punto, di fronte a questa immagine che si stava formando quasi per sua volontà, ero tra l’euforico e l’interdetto.
Ho continuato ad andare avanti con, in quel momento, un un’unica curiosità: cosa ne avrei fatto di quella macchia rossa sistemata per orizzontale sulla parte superiore del foglio? :)
L’ho saputo quando ci sono arrivata, e il gesto, la mano, hanno fatto emergere una forma tracciata con un colore leggermente più scuro. Un fiore? Una conchiglia? La forma di un minerale? Una foglia, un fossile... Non so.
Una forma organica, come tutto ciò che le sta attorno.

Ho continuato a lavorare salendo dal basso verso l’alto (nell’esatto contrario di ciò che fino ad allora, in tutti i miei dipinti precedenti, avevo fatto), come un nuotatore che sale verso la superficie dell’acqua, spinta dalla stessa forza naturale...


Alla fine di quel pomeriggio straordinario ero di fronte ad un'immagine completamente nuova e allo stesso completamente mia
Ma cos’era, esattamente? Di che si trattava?
Ero sola in casa in quel momento, continuavo a guardarla sapendo che avevo varcato la soglia di un mondo nuovo, dal quale non sarei tornata indietro. Pensavo ai dipinti precedenti, ancora miei e amatissimi, ma il presente, il futuro, erano in questa direzione, che quel giorno, per sua volontà, si era manifestata.
Ciò che mi sorprendeva e mi rendeva euforica era il movimento che stava in queste forme: tendevano verso qualcosa che le attirava inesorabilmente. Fluttuavano.

"Notizie dal mondo fluttuante" - dipinto finito, nuova serie

Non sapevo però, ancora, che questo fluttuare sarebbe stato così fondamentale da dare il nome, non solo a questo primo lavoro, ma a tutta la nuova serie: notizie dal mondo fluttuante

La definizione è arrivata dopo un po’, quando già stavo dipingendo il secondo o il terzo di questi nuovi dipinti (attualmente sono dieci).
Mondo fluttuante, dal movimento che tutti contenevano, notizie, dal fatto che erano proprio notizie, che arrivavano da mondi altri, dal passato remoto, dal futuro lontanissimo, dal mio più profondo essere.

***

E qui potrei fermarmi, dicendo che tutto è poi continuato e sta continuando in questa direzione - che continuerò a documentare e mostrarvi.

***

Aggiungo oggi solo due cose.
La prima, che chiameremo: benedire.
Non tutti gli anni, ma spesso, da molti anni, scelgo una parola guida. Ultimamente è un fatto frequentissimo e naturale. 
Ma allora, una quindicina d'anni fa, era, almeno per me (ma tutt'ora, devo dire) per lo più un fatto personale, un piccolo rito domestico. Nel tempo ho imparato bene come funziona, so come questa parola può lavorare con noi mostrandoci tutti i suoi significati. Non sempre ne scelgo una, a volte non lo faccio, preferendo lasciare un vuoto di silenzio.
Quest’anno la parola è venuta da sola fino a me. Mi ha svegliato un giorno dicendo: adottami.
La parola, che poi è un verbo è: benedire. Intesa nel suo significato più semplice: bene dire. Dire parole buone.

Nella sua estensione diventa portare benedizioni, con ogni mezzo, in ogni modo.
Trovo estremamente significativo che, subito dopo essermi fatta scegliere da questa parola ed essermi messa a suo servizio, siano arrivati i nuovi quadri.

Infine, la seconda, che tutto conclude.
Era un sabato mattina di qualche settimana dopo, pioveva, stavo ascoltando la radio, quando ho sentito che a Roma era in corso una mostra su Hiroshige (incisore e pittore giapponese, anche detto Maestro della pioggia e della neve).
Non sapendone molto, ma subito affascinata, ho fatto ricerche, trovando tra le prime notizie questa:

"L'ukiyo-e (浮世絵 "immagine del mondo fluttuante") è un genere di stampa artistica giapponese su carta, fiorita nel periodo Edo, tra il XVII e il XX secolo”

Tutto si muove, tutto torna.

venerdì 2 febbraio 2018

Annuncio importante, quasi del tipo: messaggio alla nazione ;)

Questo post in realtà è un annuncio.
Un annuncio che al suo interno ne contiene altri.
L’ho scritto ieri sera e me lo sono inviato per posta, per non perderlo.
Non sapevo cosa indicare come oggetto, così ho scritto, in un attacco di megalomania: messaggio alla nazione ;)

• Sapete, ne ho parlato più più volte, di come, negli ultimi mesi, io stia attraversando un processo artistico di cambiamento, dovuto a tanti fattori tra cui il primo, molto semplice, è che tutti cambiamo di continuo: a volte in piccole cose, altre in più importanti. Questo mio si sta rivelando un cambiamento di cifra stilistica importante, e più passa il tempo, più lo misuro, più capisco quanto sia grande.

• Mi avete visto negli ultimi dipinti sperimentare solo sul tema dei fiori, ma c’è tutta una parte, che non ho mostrato, una parte segreta, che rappresenta la forma e la sostanza del cambiamento vero. Ieri è successo qualcosa che mi ha fatto capire che quella è la direzione giusta: ho terminato un dipinto che mi ha lasciato ammutolita, e che mi fa battere il cuore di un’emozione nuovissima e ancora fragile. Così, ieri sera, molto velocemente ho preso una decisione.

• Ho deciso che continuerò a lavorare in quella, ancora segreta direzione, e per farlo mi prenderò una pausa. Non sparirò del tutto, tornerò di tanto in tanto a raccontarvi qualcosa, ma nel frattempo sarò impegnata ad approfondire la mia ricerca e questo tipo di lavoro, ora mi è chiaro, va fatto nel silenzio della propria tana.

• Poiché quando finalmente sarò pronta a presentarvelo, tutto sarà diverso, ancora molto mio ma nuovo, tutto nuovo, ho bisogno di fare spazio, pulizia, spalancare porte e finestre e dare aria.

• Per questo motivo ho deciso di vendere la quasi totalità degli originali a mia disposizione, e per facilitare la vendita lo farò a prezzi esageratamente bassi; e se dico esageratamente credetemi: sarà così.

• Preparerò l’offerta durante questo fine settimana, Lunedì ne darò l’annuncio ufficiale su tutti i miei social. Si tratterà di un’occasione unica, ma unica davvero: portarvi a casa un mio originale a un prezzo irrisorio. Ci saranno tutti quelli presenti nel sito adesso, compresi i Floral, e probabilmente ne aggiungerò altri che avevo tenuto per me: è ora che vadano nel mondo.

• Ci rivediamo nel mio sito Lunedì 5 febbraio? Vi aspetto, ci conto!
Grazie per aver letto, rimanete con me che ne vedrete, spero, delle belle.

Firmato: il Presid... ehm, no, niente, mi ero fatta prendere troppo ;)

E ora, che foto aggiungo? Un'immagine ci vuole sempre...
Metto la mia, che vi guarda, mentre vi parlo.

Ciao, mi chiamo Tiziana, sono un'artista, e argh... sto cambiando!
 A tutte e tutti un abbraccio e a presto!

p.s.
Mi viene in mente che oggi sarebbe stato il giorno delle cose della settimana!
Le riassumo velocemente così, con un'altra foto (il discorso continua sotto la foto)

che dice: quando hai bisogno di ritrovare un centro, una direzione, un silenzio, te stessa, torna ai fondamentali. E così ho fatto.

Di nuovo abbracci e vi aspetto, Lunedì!

mercoledì 31 gennaio 2018

Perché a me piace: LeBambinediCaldalana

Quando, circa un paio d'anni fa, sono capitata, come sempre succede per caso, sul profilo instagram di Elena Ribolzi aka LeBambinediCaldalana, sono rimasta senza parole. Muta come un pesce e con la bocca aperta a formare un Oohh!
Non conoscevo nulla del mondo delle creazioni realizzate con la lana, o meglio, conoscevo le più consuete, come la lavorazione della lana cotta, già di per sé bellissima, ma realizzazioni così soffici da sembrare nuvole no, non ne avevo mai viste. Non sapevo neppure esistessero.

Mi trovavo di fronte a un piccolo mondo popolato da esserini eterei, caldi, ognuno con una sua spiccata specificità, che, tutti assieme, formano il piccolo popolo di un mondo fatato.

Da subito ho cominciato a seguire Elena nel suo lavoro, rimanendo sempre più affascinata da ciò che vedevo. E quando ho ripreso questa rubrica Elena è stata una delle prime creative che ho contattato. La sua risposta immediata, gentile, lieve, mi ha riempito di gioia facendomi capire che l'artista e il suo mondo erano (sono) davvero una sola cosa.

Le sue sono creature che mi ricordano tempi antichi: donne e ragazze dalle lunghe trecce, uomini con panciotto e cappello, bambini e bambine che sembrano uscire direttamente da un bosco, o dal villaggio di una favola.

Elena li crea uno ad uno secondo i principi della pedagogia Waldorf (tutto ben spiegato nel suo sito). La rotondità, i visi lasciati solo abbozzati, i colori scelti, i materiali purissimi, tutto contribuisce affinché l'oggetto creato sia unico, armonico, capace di stimolare immaginazione e donare sensazioni tattili e visive di profondo e immediato benessere.

E proprio l'inverno è secondo me la stagione perfetta perché LeBambinediCaldalana fossero presentate a voi che mi seguite. Quale stagione migliore per accogliere il calore e la levità di un materiale così prezioso e sapientemente trasformato?

Ed è proprio dedicata all'inverno, la stagione più intima, l'intervista di Elena (poetica e di grande ispirazione),  in compagnia della quale vi lascio.

Tu, tutti i giorni

- Cosa c'è sul tuo comodino?
Lo chiamo comodino, ma in realtà è un meraviglioso ceppo di legno che mi ha tagliato papà e che ho levigato lasciando a vista la corteccia. Sopra ci sono una lampada di sale, l’immancabile burro cacao, la crema per le mani e una pila di libri.

- Raccogli/collezioni qualcosa? 
Qualche anno fa ho fatto un intenso decluttering che mi ha fatto capire che accumulavo troppe cose. Però tutt’ora se vedo sassi particolari, mini conchiglie, rametti levigati dall’acqua, pigne, licheni… non posso fare a meno di raccoglierli e riempirmi le tasche. Nel farlo mi dico che possono essere utili per le mie creazioni, ma in verità è perché sono follemente innamorata della Natura. E poi custodisco tutte le lettere, i biglietti e le cartoline scritte a mano per me, e sì, tengo anche tutti i bigliettini dei musei/luoghi che ho visitato.

- Quali sono i tre riti irrinunciabili nella tua giornata? 
Le coccole con i miei gatti, almeno una tisana calda e sentire la voce di chi amo se non è accanto a me.

Il tuo lavoro

- Chi/cosa ti ispira maggiormente?
L’amore, non quello sdolcinato, ma quello profondo, sincero, pulito, prezioso, quello che permea le piccole cose della vita, che poi sono quelle più importanti e per cui facciamo tutto il resto.

- Qual è l'aspetto tutto tuo, la polverina magica, ciò che rende il tuo lavoro unico? 
Quello che creo è il risultato di tutto quello che ho fatto, di tutto quello che mi ha entusiasmata, affascinata, toccata, delle carezze e anche dei graffi che ho incontrato fino ad ora nella vita, è la sintesi e l’insieme delle milioni di sfaccettature che un’anima può contenere. Mi piace pensare alle mie creazioni come dei piccoli semini in grado di far germogliare l’amore nel mondo, e quindi riverso su di loro tutta la cura, la tenerezza, la poesia di cui sono capace poiché loro sono un’estensione di me stessa. Non so se questo le avvolga come una polverina magica, ma sicuramente è qualcosa di profondamente mio.

- Quale aggettivo ti piacerebbe gli altri usassero per definirti? 
Mi dedicano parole emozionanti ed io faccio il possibile per cercare di esserne anche solo minimamente all’altezza. Non c’è un aggettivo in particolare che preferisco, però sono davvero felice quando sento di aver toccato negli altri il bambino che custodiscono nel cuore.

Il tempo, le stagioni

 - Quali suggestioni ti dona l'inverno?
L’inverno è il silenzio della neve che cade, le ragnatele trasformate in preziosi gioielli dal gelo, è la cioccolata con panna, il camino acceso, le passeggiate negli abbracci stretti con le parole che si trasformano in nuvole ad ogni respiro, è stare al caldo sotto al piumone, è la terra che dorme nelle tane tra le radici, è quiete, raccoglimento, introspezione, è profonda, bellissima, sacra intimità.

- Qual è il tuo cibo preferito in questa stagione?
Minestroni e creme di verdura. Ne sono ghiotta!

- E il capo d'abbigliamento cui non puoi stare senza?
Sono moolto freddolosa, i maglioni spessi e le sciarpe sono la mia seconda pelle.

Infine
- Raccontaci qualcosa di curioso su di te: un aneddoto, un'idiosincrasia, una passione... qualcosa che chi sta leggendo ancora non sa
Quando guardo le nuvole cerco tutt’ora forme fiabesche tra i vari sbuffi bianchi. Adoro immergere le mani nei secchielli colmi di piselli e fagioli sgusciati.  Sto alla larga da chi per apparire migliore o per giustificare le sue azioni sminuisce gli altri.

Potete trovare Elena e le sue Bambine:

Sul suo sito
Su Facebook
Su Instagram
Su Pinterest
Nel suo shop online

Grazie di cuore a Elena per essere stata mia ospite, grazie a voi che avete letto.  A tutte e tutti un caro saluto, e alla prossima!

Tutte le foto pubblicate in questo post mi sono state fornite da Elena Ribolzi e sono di proprietà dei canali. Alcune (come indicato dall'watermark) sono opera della fotografa Danila Amodeo.

venerdì 26 gennaio 2018

Condividere, o no? Più le cose della settimana, più un nuovo dipinto



Questo è il mio ultimo dipinto, finito proprio due giorni fa. 
Fa ancora parte del progetto Floral, si intitola Floral 8, misura cm 30x30, è realizzato con tecnica mista su cartone rigido telato, e lo potete trovare nel mio sito.

La mia ricerca continua e si espande. Non so ancora bene dove mi porterà e più volte mi sono chiesta se fosse giusto, buono, interessante, condividerne i passaggi
Chi opera nella mia stessa disciplina, qualunque sia la sua arte, il suo mezzo espressivo, penso capisca bene di cosa sto parlando. 
Da una parte abbiamo bisogno di condividere, di mostrarci, per tanti motivi, anche, detto molto sinceramente, il fatto che questo per noi è (anche) un lavoro
Dall’altra, c’è sempre un pudore dell’esposizione, una voglia intima di agire in silenzio, in segreto, senza mostrare. Specialmente quando, come me adesso, ci sentiamo, ci troviamo, per volontà o per forza di cose, in una fase di cambiamento, che nemmeno noi, nemmeno io, sappiamo ancora bene dove condurrà, come, in quanto tempo
Ci ho pensato dunque, se condividerla, o prendermi un periodo più o meno lungo di silenzio e tornare a cose fatte. Ho deciso per la prima. Almeno per il momento. 
Mostrati, mi sono detta. Mostrane le fasi, parla di come le vivi, anche nelle incertezze. Potrebbe essere utile, potrebbe interessare, magari anche ispirare. Non so, mi muovo a braccio, camminando su terreni fragili in campi nuovi, ma mi mostro così come sono, senza schermi, con le braccia aperte della sincerità.
***

Per il resto, la mia settimana è stata piuttosto quella delle cose non terminate. Mi ero data alcuni compiti (per primo: ultimare la procedura per dare inizio ad una newsletter). 
Non ne ho portato a termine nemmeno uno. Fantastico :)
Li ho spostati alla prossima, sperando di essere più proficua.
Sempre in settimana ho letto (iniziato e finito) "Bugiarda no, reticente" di Franca Valeri. Io lei la adoro, semplicemente. Però  la preferisco come attrice. Il libro, pur godibilissimo, arguto, intelligente, l'ho trovato un po' difficile, macchinoso. Forse anche perché finivo per leggerlo a tarda sera, troppo stanca per apprezzarne completamente l'acuta ironia. 

Infine: in giardino sta giungendo alla sua massima espressione la fioritura delle camelie: uno spettacolo per occhi e cuore. I merli iniziano a volare di nuovo in coppia. Le giornate sono impercettibilmente più lunghe.
Stasera farò una torta con farina di castagne e caffè.

Da qui è tutto, alla prossima.

venerdì 19 gennaio 2018

Ancora sul cambiamento, la mia settimana, e un nuovo adorato dipinto

Adoro i suoi toni che vanno dal viola, al mauve, all’azzurro polvere, al lilla, e passando dal giallo arrivano al bianco, alla luce. Adoro essere stata completamente parte del processo, mentre lo creavo: libera da giudizi, libera da condizionamenti, in divenire insieme a lui.  
Sono una perfetta novità i prati mossi, vivi, sfumati, di questi nuovi dipinti. Volutamente imprecisi, per me che fino ad ora ho usato margini sempre molto netti. 
E mi rendo conto che potrei spiazzare chi mi segue da tempo e mi conosce per un certo tipo di arte e mi vede cambiare. Molto più facile sarebbe stato rimanere nel consueto, in quello che sai sicuramente apprezzato. Ma non sarei stata fedele a me stessa, e mancando a questo primo e principale patto non potrei essere fedele a nessun altro. Perdersi, vagare, cercarsi anche soffrendo, a volte significa transitare da prati selvaggi, ed è quello che sto facendo. 
Con un po’ di timore e molta fiducia nel processo e in chi mi segue.

 

Stavo parlando della mia arte e in particolare di lui, Floral #7.
Finito di dipingere ieri, fotografato stamani, appena inserito nello shop del sito.
Misura cm 39x29, è realizzato con tecnica mista (tempere acriliche, pastelli grassi, pastelli acquarellabili, penne), su carta pesante.  

***

Per il resto, la mia settimana è stata molto normale.
Ho finito di leggere il libro di cui avevo fatto cenno nel mio precedente post, che alla fine, e soprattutto proprio nel lungo finale epifanico, si è rivelato molto bello. 
Ne ho iniziato e già finito un altro, La lucina, di Antonio Moresco. È il primo libro che leggo di questo autore. Avevo dato, prima di iniziarlo, uno sguardo alle recensioni, senza approfondire troppo per non farmi influenzare, rendendomi conto che erano per lo più molto nette: capolavoro o inconcludenza illeggibile.
Per una volta io mi piazzo in mezzo. Non l'ho trovato un capolavoro, ma assolutamente nemmeno illeggibile. Anzi, il contrario. Un libro particolarissimo, affascinante, misterioso, sospeso. Per diverse sere mi è piaciuto in questo cuore d'inverno andare in quel certo paese di montagna abbandonato, e ritrovare luoghi intrisi di una forza naturale selvaggia e pregnante, dove transitano personaggi invece così eterei, esseri che non sai se esistono e in quale anfratto della realtà stanno nascosti.  
Sempre questa settimana ho acquistato un bellissimo assortimento di nuovi cartoni telati di vari formati e misure (adoro avere nuovi supporti in attesa), ho preparato un castagnaccio sublime (sono la dea dei castagnacci, se volete la ricetta fatemi un fischio), e una mattina, cosa rara per me, sono andata al mercato settimanale, che qui si svolge sul lungomare. 
Un mercato mattiniero in un paese di mare, nel cuore di Gennaio, ha qualcosa di malinconico. Gli alberghi e i ristoranti tutti chiusi per ferie, pochi banchi, venditori infreddoliti, la merce che sventola al vento, e accanto il mare scuro e increspato di un giovedì, in inverno. Ma anche questa malinconia ha qualcosa di bello: quella bellezza delle cose poco esposte, poco esibite, intime, inconsuete

Bene, direi che non c'è altro da dire.
A tutte e tutti un caro saluto e alla prossima

venerdì 12 gennaio 2018

Le cose della settimana e un nuovo dipinto

Vorrei inaugurare, con questo post, una rubrica che chiamerò "Le cose della settimana". Un rubrica del Venerdì, che sarà anche modo per me di fare un piccolo resoconto, assieme a voi.

Questa settimana ha piovuto quasi tutto il tempo. 
E così sono rimasta molto a casa, in perfetto stile Gennaio: giacche calde, radio3 al mattino, molti tè e infusi, libri, quaderni, block notes per schizzi e nuove idee.

Ho provato, lo sto ancora facendo, a fare una vera e buona programmazione: non ne vengo mai davvero a capo, per mia natura. Ma allo stesso tempo so quanto sia importante farla, direi fondamentale. E così ci provo, sempre. Questa volta, con l'aiuto di molte letture e alcuni strumenti, sto cercando di semplificarla il più possibile, per adattarla a me. In caso di buona riuscita, ve la illustrerò.

Sto leggendo un nuovo libro "Le cure domestiche" di Marilynne Robinson; è il secondo libro che leggo di questa scrittrice e ancora non riesco a decidere se mi piace e quanto. Ha una prosa bellissima, molto poetica, piena di immagini evocative e struggenti, però c'è qualcosa, forse nella trama, forse nei temi, forse nel modo di portarli avanti, che non mi fa aderire completamente. Sono oltre la metà di questo secondo libro, mi riservo un giudizio più deciso e preciso quando lo avrò finito.

Questa settimana ho anche buttato un quadro sul quale avevo lavorato un intero pomeriggio. Tanto per condividere anche i momenti "argh"! Dopo esserci tornata sopra più e più volte cercando di capire cosa non stava andando e di correggerlo, sono giunta alla conclusione che si trattava di un quadro irrecuperabile e tanta era in quel momento la frustrazione che l'ho buttato. Va' caro e a non rivederci.

Questa è stata la settimana in cui ho riscritto l'about del mio sitoRisaliva ancora ai tempi in cui il mio primo sito è andato on line, il 2001. L'avevo giusto rimaneggiata qua e là, ma da un po' non mi ci sentivo più perfettamente a mio agio: nel frattempo sono cambiata io, nel frattempo è cambiato tutto l'internet, diventando via via più dettagliato e professionale.
Ho letto non so quanti articoli su come si fa una buona about page (che è la pagina più importante in un sito: lo so io per prima, essendo la prima pagina che cerco e leggo quando arrivo su un sito sconosciuto per la prima volta). Ho anche letto tantissime about page di altre creative, cercando di capire cosa mi faceva battere il cuore e cosa no.
Alla fine mi sono messa lì, e ho scritto la mia.

L'ho fatto tre volte in tre giorni. Infine l'ho pubblicata.
Non è perfetta, non è definitiva - continuerà a cambiare così come io cambio, così come cambia la mia offerta.
Quello che ci tenevo soprattutto a fare, era, più che parlare di me, parlare con voi, con chi mi legge. Spero di essere riuscita.


Questa settimana ho indossato per la prima volta una bellissima giacca blu appena acquistata e della quale sono innamoratissima.
Sto imparando anche a voler bene ad un nuovo taglio di capelli che inizialmente non mi convinceva del tutto (un normalissimo carrè). 
Una sera ho cucinato delle buonissime cotolette di sedano rapa e vorrei fare presto una torta con farina di castagne.

Infine, questa settimana ho finito il mio primo dipinto del 2018.
Sono ancora in piena fase di sperimentazione floreale, la amo, la adoro, e penso andrò avanti ancora a lungo.


Si intitola Floral #6, misura cm 39x29, è dipinto con tecnica mista su carta e lo potete trovare nel mio sito.

Adoro quel blu/verde intenso della base, così scuro, così come queste giornate d'inverno.
Ma proprio in questa oscurità sta segretamente prendendo vita ogni nuovo fiore della prossima buona stagione.


A tutte e tutti un abbraccio e alla prossima!

giovedì 4 gennaio 2018

I libri più belli del 2017

Era un po' che non parlavo di libri qui (potete vedere i vecchi post sull'argomento seguendo questo link).

Torno a farlo nel primo post del 2018 perché la lettura, più passano gli anni, più diventa non importante, ma proprio fondamentale nella mia vita.
Non c'è mattino che io non apra leggendo (immersa ancora nella semioscurità dell'inverno, i rumori leggeri della casa che si sveglia - acqua che scorre nei tubi, ticchettio di passi per le scale, bambini che si chiamano tra di loro...),  non c'è sera che io non chiuda allo stesso modo (immersa nel silenzio della notte andare avanti fino a che il sonno non mi confonde le parole).

Sono una lettrice onnivora: romanzi, saggi, manuali, mi interessa tutto, a parte qualche eccezione: gli horror, i thriller, i gialli troppo spietati, i fantasy quando sono troppo fantasy, i libri senza alcuna luminosità, i romanzi d'ammmore con tre emme. Ecco, questi no, non credo li leggerò mai. 
Tutto il resto sì :)
Mi capita a volte di prendere sonore fregature e tra i libri letti lo scorso anno ce ne sono alcuni che ho trovato terribili. Ma quelli da bellissimi a meravigliosi ripagano di tutto.

Tutti i libri che leggo li segno in una lista, una per ogni anno: titolo, autore, data di inizio e di fine, e, seppure il documento è solo per me, metto anche un giudizio espresso in stelline, come si fa nei portali-libreria.

Stamani scorrevo la lista di quelli letti lo scorso anno e mi è venuta voglia di condividere con voi i più belli (ovviamente secondo il mio giudizio), quelli che mi hanno lasciato più ricca. Mi va di farlo sia per il puro piacere di ripensarli, sia, chissà mai, per ispirare qualcuno, e infine anche per avere un vostro riscontro, caso mai li aveste letti anche voi.

Li elenco senza un particolare ordine, così come li trovo scorrendo i titoli.

Il primo libro sono tre, anche definiti La trilogia di Holt, e si tratta di:

Da leggere nell'ordine in cui li ho elencati, sono libri secondo me meravigliosi (ho assegnato cinque stelle ciascuno) ma anche particolari. Non piaceranno, probabilmente, a chi nella lettura cerca avventura, colpi di scena, dinamismo. Perché qui non succede niente di particolare. 
Succede solo la vita.
La vita  nella contea di Holt, Colorado (un posto che in realtà non esiste, ma è ovunque).
Con una prosa asciutta e poetica Haruf narra degli avvenimenti che capitano a una manciata di abitanti - alcuni li ritroviamo in tutti e tre i volumi, altri solo in alcuni momenti. 
Tutto avviene con pacatezza, tra momenti di malinconia, ricordi, calore e perfidie umane, grandi epifanie, amore, compassione.
Se vi piace questo genere di narrativa ve ne innamorerete.
Soprattutto vi innamorerete dei fratelli McPheron, il vero fulcro della storia, due anime antiche, semplici e buone, di quella bontà asciutta, completamente priva di fronzoli, così bella, così preziosa.

Di tutt'altro genere Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace: la cronaca esilarante e acutissima di una crociera dei Mari del Sud, raccontata dalla penna unica di un grandissimo narratore. 

Sullo stesso genere, ovvero un libro dove si ride molto senza mai una piccola sbavatura di gigioneria o una minima sciatteria narrativa è stato In un paese bruciato dal sole di Bill Bryson. Anche questa volta si tratta del racconto di qualcosa avvenuto davvero: un viaggio in Australia. Se conoscete Bryson sapete cosa aspettarvi: momenti di pura comicità e di presa in giro verso se stesso che solo una persona intelligente e scanzonata riesce a fare, approfondimenti sulla natura, su avvenimenti curiosi accaduti in questo o quell'altro posto, sulle stranezze degli abitanti, sui suoi incontri bizzarri. Ve lo ridico: si ride molto. Regolatevi di conseguenza sui posti e i momenti in cui leggerlo.

Cambiando completamente genere, arriva un libro che ho letto nel mese di Giugno, La luce sugli oceani, della scrittrice australiana M. L. Stedman (della quale non vedo l'ora venga tradotto altro per poterla ritrovare).
Questo è il classico libro da leggere quando volete essere completamente catturate da una storia. Lungo e avvincente, molto ben scritto, senza fronzoli né facili modernismi, molta introspezione, splendide descrizioni di luoghi, bellissimo intreccio, interessante e profonda caratterizzazione dei personaggi. Un libro che ha il mare come respiro, un faro come luce guida, e la storia di due famiglie e di come il destino può separare e unire.

Arriviamo invece in Italia con La valle delle donne lupo, di Laura Pariani. La montagna, un paese ormai deserto dove vive l'ultima abitante, Fenisia. È qui che giunge una scrittrice per conoscere e narrare la sua storia. Una storia popolata dai fantasmi di tutte le altre donne che hanno attraversato questa valle e la sua lunga vita, forti e ribelli come lupi, apparentemente sottomesse a un potere patriarcale duro e rabbioso, riescono a riscattare la loro libertà attraverso gesti estremi, pervasi di realismo magico, come vere anime selvatiche.

Una bella sorpresa autunnale sono stati Il viaggio della strega bambina e Se fossi una strega di Celia Rees (da leggere in questa sequenza). Non mi aspettavo molto dal primo, invece sono rimasta catturata dalla storia tanto da leggerne anche il seguito. Anche in questo caso una bella scrittura senza quei salti mortali letterari che mi danno così fastidio in certi scrittori attuali. Una storia che si snoda nel corso di due secoli, quella di Mary, una bambina che rimasta completamente sola al mondo e con un'accusa di stregoneria che le aleggia attorno, si imbarca su una nave in partenza per l'America, una di quelle navi sulle quali viaggiano verso il profondo e oscuro ignoto i primi pellegrini. Si troverà in un nuovo mondo, in cui superstizioni ancora più forti e assurde l'hanno preceduta e seguita. E sarà proprio per salvare la sua vita che dovrà fuggire e avventurarsi nelle grandi foreste dove vivrà la sua grande avventura.

Siamo quasi alla fine, e qui troviamo due libri se vogliamo simili, poiché ci troviamo in situazioni quasi analoghe, pressappoco nello stesso periodo storico.
Il primo è il meraviglioso Parla, ricordo di Vladimir Nabokov, nel quale il grande scrittore rievoca la storia della sua vita, della sua famiglia, e dell'amatissima terra russa dalla quale si trovò a dover fuggire come espatriato dopo la rivoluzione. I boschi di betulle, i villaggi, la grande casa delle vacanze estive, la madre amatissima, il padre, i fratelli, l'amore per le farfalle, gli inverni a San Pietroburgo, tutto narrato con grande respiro e una potente prosa poetica.

Il secondo è Un'eredità di avorio e ambra di Edmund De Waal, che attraverso una collezione, unico prezioso bene salvato, tutto ciò che rimane di una ricchissima e grande famiglia, narra la storia bellissima e struggente dei suoi avi, tra Odessa, Parigi, Vienna; la amerete, se come me, siete affascinate dalla vecchia Europa e le sue vecchie nostalgiche storie.

Infine, ultimo di questa lista ma primo nel mio cuore, in quanto è il libro che più ho amato nell'anno appena trascorso: L'isola di Arturo, di Elsa Morante. Io non so perché, non lo avevo letto fino a ora e non posso nemmeno dirlo davvero quello che ho provato per questo libro perché è qualcosa di indescrivibile, uno struggimento e un amore così forti che per giorni, dopo averlo finito, mi sono sentita orfana. Come se anche io mi fossi allontanata col piroscafo dell'alba, occhi coperti fino all'alto mare. Dell'isola mi è mancato poi tutto: le grotte, le lucertole blu, il bove marino, le stelle, il castello sgarrupato, la Torpediniera delle Antille, l'orologio di Wilhelm, la coperta mantello della dea Nunz seduta sulla valigia, la lista delle Certezze Assolute, le Certezze Assolute stesse.
Sopra tutte le cose mi è mancata lei: l'isola stessa.

Bene... spero questo mio lungo post non vi abbia annoiato, ma vi abbia dato qualche piccola ispirazione.
Se avete letto qualcuno di questi libri fatemi sapere. Se li leggerete, pure!
Fatemi anche sapere se l'argomento vi interessa. Se sì, continuerò a raccontarvi dei miei libri più amati.
***
E poiché però non posso davvero chiudere senza un'immagine, possibilmente da uno dei miei lavori, vi lascio con uno work in progress, sperando di potervi mostrare a breve il dipinto finito.

Work in progress, serie Floral #6

A tutte e tutti un anno di bellezza, e alla prossima!
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