mercoledì 27 luglio 2011

550 - cento cose su mia nonna. e un regalo.

oggi, la mia nonna materna, la figlia di Caterina, l'unica tra tutti i nonni rimasta presente a lungo nella mia vita, avrebbe compiuto cento anni.
ho voluto così, come forma di personale tributo, raccogliere per lei i miei cento più immediati ricordi.
così, come mi venivano.
senza ordine temporale.
senza, probabilmente, proprio ordine alcuno.
cento impressioni. cento momenti.
pescati tra i migliaia che mi legano alla sua memoria.
li lascio qui, senza pretesa che vengano letti tutti.
e li lascio così, scarni come sono.
proprio solo come forma di ringraziamento, per il fatto che lei fosse quello che era.
semplicemente, mia nonna.


1 - aveva, da ragazza, un paio di orecchini a forma di piccolo elefante.

2 - è stata lei a regalarmi il primo libro amato: Piccole donne.

3 - mi fece ai ferri un incrociatino rosa, leggero come un batuffolo.

4 - e una sciarpa rossa, lunghissima, di lana grossa e ruvida: li ho ancora entrambi.

5 - sapeva a memoria la Cavalleria Rusticana e i pezzi di Petrolini.

6 - aveva fatto la guardarobiera nell’albergo più bello del paese.

7 - ma le sarebbe piaciuto aprire una latteria.

8 - pur essendo una magnifica ricamatrice.

9 - a questo proposito, conobbi una donna che mi raccontò che nonna aveva ricamato il suo corredo di sposa, e lo aveva reso, disse, bello come un sogno.

10 - era un piacere guardarla mangiare: ci metteva un gusto, che avrebbe fatto ritrovare l’appetito al più ostinato degli inappetenti.

11 - era presente quando sono nata.

12 - amava stare fuori, viaggiare, vedere posti nuovi.

13 - per un periodo fu affittacamere, e ospitò Bud Spencer.

14 - aveva sei nipoti: cinque femmine e un maschio.

15 - era un animo razionale, ma amava raccontare fatti misteriosi, di streghe e fantasmi, nei quali però diceva di non credere (ma chissà...)

16 - quando da bambina rimanevo con lei la notte, dormivamo nel suo letto freddo e ruvido di lenzuola di lino.

17 - la sveglia sul comodino era di ferro, e faceva un ticchettio infernale, ma, pure sensibilissima a ogni rumore, sopportavo stoicamente solo per lei.

18 - prima di dormire recitava la preghiera della notte, una litania infinita, che mi affascinava per le parole fantasmi notturni che così, bisbigliate in quel buio della sua camera da letto, rimanevano appese a mezz’aria, quasi animate.

20 - poi lei continuava a pregare da sola, per ore, che aveva tanti morti da ricordare. così diceva.

21 - aveva lasciato, con una caparbietà insolita per quei tempi, il primo fidanzato, quello consigliato caldamente dalla famiglia. voleva scegliere lei, e così infatti fu.

22 - sedeva sempre in pizzo alla sedia, pronta a scattare a ogni richiamo.

23 - una volta la incontrai per caso per strada e le scattai una foto.

24 - soffriva di vertigini.

25 - contrattava al mercato: era l’osso duro di ogni verduraio.

26 - il formaggio lo chiamava cacio.

27 - aveva una nutritissima collezione di santini.

28 - cantava con voce da soprano (e quando iniziava non smetteva più).

29 - andava una volta a stagione da Quinta, parrucchiera per signora, che le faceva un’orribile permanentina, che per fortuna (dicevo io) durava solo due ore (con suo grande disappunto).

30 - mi ha insegnato a giocare a carte: briscola e rubamazzo. giochi da poveri.

31 - era l’addetta ad accompagnarmi al circo.

32 - benché fosse, da ragazzina, rimasta traumatizzata per aver visto cadere una trapezista.

33 - pur vecchia, aveva pochissimi fili bianchi nei capelli.

34 - e pronunciava parole antichissime, come: monella. o incomprensibili, come: zara canina.

35 - mi ha insegnato l’alfabeto.

36 - mi ha insegnato a fischiare.

37 - beveva ai pasti vino annacquato, ovvero un goccio di vino allungato con tantissima acqua, come era in uso per le donne di una volta.

38 - il suo ripostiglio era ordinato e arioso come un salotto.

39 - il suo salottino, ordinatissimo anch’esso, era verde.

40 - e lì, in un mobile ovviamente verde, erano conservati tutti i temi di mio zio bambino.

41 - e i suoi fumetti.

42 - nella credenza in cucina invece conservava ben puliti tutti gli attrezzi di nonno, falegname.

43 - nella stessa credenza, ai piani superiori, non mancavano mai i biscotti Athena. che infatti per noi nipoti sono i biscotti “di nonna”.

44 - nella stessa credenza, enorme, ai piani bassi, teneva le sue pentole, bellissime, consumate.

45 - amava i capelli corti.

46 - da ragazzina, uno dei suoi gesti di ribelle, era stato tagliarli alla garconne all’insaputa della severa zia. l’aveva supportata in quel gesto la sua amatissima cognata.

47 - era rimasta, a sei anni, orfana di madre, morta di spagnola.

48 - quarta di cinque figli, era stata presa in adozione, lei sola tra tutti i fratelli, da una coppia di zii, che desideravano tanto una figlia femmina.

49 - la zia (però) le aveva fatto trovare un banchettino, in modo che lei, bambina di sette anni, potesse più comodamente lavare i piatti nell’acquaio. per educarla.

50 - amava il suo balconcino, al pomeriggio pieno di sole.

51 - le sue vicine, erano una squadra di forti donne capofamiglia e avevano nomi di altri tempi: Olema, Atilve, Mirra, Tersilia.

52 - ricordo ancora l’ordine dei suoi cassetti della biancheria. semivuoti, in confronto ai miei.

53 - conservava tutti gli oggetti che le erano stati regalati. le bomboniere. i soprammobili che noi nipoti le portavamo dalle gite con la scuola. una galleria di piccole cose di pessimo gusto, che lei teneva come reliquie del buon ricordo.

54 - amava i vestiti dai colori sgargianti.

55 - ma lei indossava solo colori sobri.

56 - (però, sotto, non viste, portava fantastiche mutande a fioroni).

57 - la portavano ai balli, da ragazza. ma per qualche altra forma di sadica educazione, a quei balli, le era proibito di danzare. si avvicinavano i giovani per le richieste, ma lei rispondeva: grazie, accetterei volentieri. ma la zia non gradisce.

59 - aveva in cucina una bellissima macchina da cucire a pedali. ne ricordo ancora l'ipnotico rumore.

60 - il suo primo bambino era morto a soli tre mesi di broncopolmonite. questo l’aveva spezzata dentro, e per tutta la vita, è sempre, in qualche modo, stata in cerca di quel suo primo figlio.

61 - quando da bambina avevo l’influenza, rimaneva lei con me nella mia camera. si metteva davanti alla finestra, e ricamava nella luce radente del pomeriggio.

62 - le mettevano tristezza le case vuote, la partenza dei villeggianti a fine estate. amava avere gente attorno, vederli alle finestre, sentirli chiacchierare dai balconi. ogni loro ritorno era per lei una festa personale.

63 - una delle sue ospiti estive, la Signora Monica, le fece un giorno una manicure. continuava a rimirarsi le unghie curate e ne andava così orgogliosa. credo soprattutto del fatto che qualcuno si fosse preso generosamente cura di lei.

64 - nelle mattine d’estate, arrivava quasi sempre con un fumetto per me. il suo preferito era Braccio di Ferro.

65 - amava andare al mare. la sua pelle scurissima non conosceva scottature, così poteva sostare a suo piacimento sul bagnasciuga, a prender l’onda.

66 - da giovane somigliava a Josephine Baker.

67 - durante la guerra, in un atto di incosciente e disperato coraggio, era saltata con furia cieca al collo di un soldato tedesco che intimava a lei e ai suoi figli di lasciare la casa dove erano sfollati. fu uno zio a salvarla, spiegando al tedesco che si trattava di una donna impazzita. e forse, in quel momento, era anche vero...

68 - ho fatto con lei il mio primo viaggio per mare. destinazione: Isola del Giglio. avevo sì e no un anno.

69 - aveva una specie di fuoco dentro che non si spegneva mai. la notte che morì il suo primo bambino, questo fuoco la costrinse a lavorare ai ferri un intero paio di calze.

70 - era mancina.

71 - da ragazza era andata più volte all’opera, con gli zii, a Roma.

72 - per questo, conosceva molto bene la città eterna. così, era lei l’addetta ad accompagnare parenti e amici ogni qual volta avevano bisogno di muoversi nella capitale.

73 - era coraggiosissima (seppure il suo era un continuo affrontare paure).

74 - anche da vecchia rimaneva bella. ma lei non ci ha mai creduto.

75 - non l’ho mai vista indossare altri orpelli che la fede nuziale.

76 - che non aveva dato alla patria.

77 - aveva a casa una bellissima specchiera antica, con sopra due spazzole d’argento. forse il suo bene più prezioso...

78 - i suoi occhi erano perfettamente, profondamente, neri.

79 - aveva i capelli molto ricci, e quando le morì la mamma, era disperata che nessuno più glieli pettinasse come solo lei sapeva fare.

80 - bambina lei stessa, crebbe uno dei suoi cugini, che non poteva essere allattato dalla mamma debole e malata, attaccandolo direttamente alla mammella della capra.

81 - raccontava fatti strani e bizzarri, come quello della fumatrice d’oppio che viveva in una strana villa e non usciva mai.

82 - e quello della vipera che si era infilata nella camicia dello zio, che si era sporto da una finestra che dava su una foltissima siepe.

83 - e quello del treno che aveva distrutto i suoi mobili da sposa.

84 - si rammaricava di non riuscire a recitare, assieme alle altre donne, ormai anziana, un intero rosario: le veniva sonno, rischiava di addormentarsi.

85 - ho imparato da lei a trattare e cucinare il pesce.

86 - non ha mai usato trucchi, né creme (e la sua pelle era perfetta).

87 - un suo grandissimo cruccio era quello di aver dovuto lasciare la scuola, dopo la terza elementare. amava studiare, era molto brava.

88 - ma odiava la maestra, poiché la umiliava ogni volta che lei le consegnava un tema, ponendoci sotto la scritta non è farina del tuo sacco. quanto ci aveva pianto.

89 - non aveva riscaldamento a casa, ma una vecchia stufa sulla quale in inverno metteva anche pentole o piccoli capi da asciugare.

90 - non aveva peli sulla lingua.

91 - era di temperamento veloce e nervoso.

92 - ma diventava la persona più paziente al mondo con chiunque avesse bisogno del suo aiuto.

93 - conservo ancora una giustificazione che mi aveva scritto, in assenza dei miei genitori, per non aver potuto svolgere un certo compito.

94 - da vecchia, per via della cataratta, le dava fastidio il sole. così si era comprata un paio di occhialoni che su di lei stavano stranissimi. la chiamavo Ray Charles e lei rispondeva: e chi sarebbe?

95 - era figlia di un marinaio ligure, che da vecchio, parlava solo dialetto strettissimo.

96 - e per uno strano caso del destino, il giorno in cui morì, noi tutte le nipoti, ci trovavamo in Liguria. era un suo fermo desiderio che nessuna di noi fosse presente, e in qualche sottile modo le è stato esaudito.

97 - amava ascoltare la radio e si metteva con l’orecchio vicino vicino.

98 - aveva un autentico pollice verde. addirittura le piante le risuscitava.

99 - si chiamava Ester Gaibisso, era mia nonna.

100 - e le mie mani sono identiche alle sue.






e ora il regalo.
dice il punto 57: la portavano ai balli, da ragazza. ma per qualche altra forma di sadica educazione, a quei balli, le era proibito di danzare. si avvicinavano i giovani per le richieste, ma lei rispondeva: grazie, accetterei volentieri. ma la zia non gradisce.

ecco.
il mio regalo nonna, è questo:
questa sera tu sarai ragazza e andrai a un ballo.
e quando ti si avvicinerà il primo giovane chiedendo: signorina, gradisce questa danza? tu ti alzerai rispondendo: sì, grazie, con piacere.

"non ti scordar di me, la vita mia legata è a te..."

17 commenti:

  1. Ciao Tiziana,
    ho letto il post tutto di un fiato.
    Non sono riuscita ad interrompere la lettura neanche per un istante.
    Bellissimo ed emozionante!
    I tuoi ricordi mi hanno rapita...e alcuni mi hanno fatto viaggiare nei ricordi perchè simili ai miei di bambina,

    grazie,
    Sara

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  2. Mi prude il naso e mi pizzicano gli occhi. Mi succede sempre ogni qual volta mi emoziono e cerco di trattenere le lacrime. Vorrei regalare questo tuo post ad una mia amica di blog, Saretta. In comune abbiamo la malinconia e l'amore per le nostre nonne ormai volate via.
    Oh Tiziana... non puoi immaginare che dono grande mi hai fatto. Tutto d'un fiato ti ho letta. In un sol boccone ho divorato le tue parole. Eco nel mio cuore. A volte m'è venuto il dubbio che fossimo nipoti della stessa donna! Oh Nonna...
    E mo' non ce la faccio più e mi metto pure a piangere. Piango la donna che tanto mi manca... la mia seconda mamma... Per sempre con me... la sua vita è legata a me...
    Grazie per quest'emozione!

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  3. Bellissimo ed intenso.Molte cose mi ricordano la mia di nonna, e dun certo senso anche mia mamma, pensa che mia mamma é del 1956 ma da bambina fu "adottata" dalla sua nonna paterna e visse con lei fino ai 7 anni, senza vedere mai nè i suoi genitori nè le sue sorelle (cioè le mie zie).Storie di un paese, l'Italia, ancora molto povero allora, ma che adesso dobbiamo custodire ed onorare.Grazie per averlo fatto con tua nonna!Io ho solo più la nonna materna e la adoro!!

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  4. La vedi nonna Ester che sta giocando a carte, insieme alle mie due?
    Sono la Rosa e la Lucia, e se la ridono, dopo l'ennesima partita di scala 40.
    Stasera si metteranno tutte fashion, per festeggiarla.
    100 belli tondi...chissà che bella festa.
    Guarda il cielo stasera.
    Vedrai i fuochi d'artificio.
    E, le nostre nonne, ridere come non mai :-)

    Splendido post!
    e°*°

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  5. Sono Saretta, l'amica di blog di Chiara de "Nella mia soffitta" che ringrazio con una commozione profonda, la stessa che mi ha suscitato il tuo post.
    Mi emoziona scoprire quanto queste donne straordinarie che ci hanno tenuto per mano in vita non cessino il loro legame con noi. Grazie all'amore, ai ricordi che serbiamo nel cuore. Forse, comincio a credere, è anche per merito loro se noi nipoti oggi ci siamo incontrate... Grazie nonne!
    Saretta

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  6. Ho rivisto la mia nonna in alcuni punti.... in altri eran molto diverse.....

    probabilmente però la nostalgia che abbiam di loro è la stessa...

    un bacio cara

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  7. Grazie tante .I ricordi delle nonne amate si assomigliano.Tu li hai scritti con una emozione e con un'intensità che mi ha commosso.Una gran donna, tua nonna: ora capisco a chi assomigli.
    Un abbraccio

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  8. Tiziana, mi hai emozionato. questo tributo intimo differito è per tutte le nostre nonne, per tutti i ricordi che teniamo chiusi dentro e che vengono fuori all'improvviso così, per chi ci ha cresciuto, ci ha insegnato a vivere...e a te è stato insegnato con forza e poesia...
    per i cento, mille, infiniti sogni che ci hanno insegnato a sognare...

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  9. volevo che sapessi che mi hai commossa tanto...
    roberta

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  10. @ tutte: grazie di cuore! per esservi fermate qui con me a ricordare e festeggiare mia nonna. e sì, questo è un contributo per loro. per tutte coloro che sono venute prima, che ci hanno indicato la strada, che ci hanno insegnato, tramite i loro gesti e le loro parole, soprattutto, semplicemente, a vivere.
    vi lascio in compagnia di questo bellissimo canto
    http://www.youtube.com/watch?v=lQV-KofIbx4 che mi ha segnalato qualche giorno fa una cara amica, e che mi sembra oggi più che mai pertinente.
    grazie ancora! un abbraccio circolare :)

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  11. mi hai regalato dei minuti incantevoli.
    la immagino che sorride e ti bacia, la tua nonna, mentre legge tanto amore.

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  12. Cento piccoli frammenti luminosi, cento accenti nel cammino della tua vita che, a tratti, riconosco come miei, cento piccoli versi che tutti insieme compongono un meraviglioso canto d'amore. Grazie per aver condiviso con noi, la speciale donna che è stata tua nonna. Un tenero abbraccio, Monica.

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  13. Arrivo solo ora e trovo questa gemma.
    Mi piace il modo insieme puntuale e vago in cui ricordi tua nonna, i mille dettagli piccoli, piccolissimi con cui è ancora viva nella tua memoria: quegli orecchini a forma di elefante, le mani uguali alle tue, i suoi capelli alla maschietta.
    Come mi ritrovo in questa tua miscela di pudore e tenerezza!
    Saluti affettuosi

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  14. davvero emozionante! grazie per averlo condiviso

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grazie per i commenti che lascerete :)
seppure non sempre riuscirò a rispondere personalmente a tutti, sappiate che apprezzo molto che qualcuno decida di spendere un po'; del suo tempo a farlo.
tiziana

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