venerdì 12 ottobre 2018

Dipingo la tua anima - nuovo progetto di dipinti su commissione

Se questo progetto avesse un sottotitolo, potrebbe essere: "Quando i mondi fluttuanti ti ricordano chi sei".

Eravamo rimaste, con l'ultimo post, alla mia recente trasformazione - ancora tutta in divenire, e dunque in continua sperimentazione.

Proprio in una delle fasi di questa sperimentazione, il fluido mondo, i colori e le forme delle notizie dei mondi fluttuanti, si sono inseriti in forme conosciute. E qual è, tra le forme, la più conosciuta?
Il nostro corpo. Il nostro viso.


Se i mondi fluttuanti ci portano notizie, mi sono detta, quali potevano essere, tra le più interessanti, se non quelle provenienti dalla nostra interiorità?
Proprio questo ho sentito guardando queste silhouette così vibranti di vita.
Qualcosa, da dentro, stava emergendo nel fuori, e si disegnava sulla pelle, in continua fluttuazione e movimento. Qualcosa di vitale, vibrante. Come se, potendo vedere attraverso di noi, potessimo chiaramente vedere la nostra vita interiore. Il nostro essere.
La nostra anima?


Il significato e il senso della parola anima, vengono dalla fusione di molte lingue;  tutte in loro portano  la radice an (spirare, soffiare):

ἄνεμος (anemos), greco = vento
anima animus, latino = soffio vitale
atman, sanscrito = alito
anan, gotico = alitare

Possiamo così osservare come l'anima sia universalmente collegata all'idea di respiro. Un respiro che, dal primo della nascita all'ultimo della morte, di continuo ci attraversa, portando a noi notizie dal mondo quando inspiriamo, portandone al mondo di noi quando espiriamo.

Tutto respira. La terra, le stagioni, i fiori, le piante. I pesci in acqua respirano. Gli alberi, gli animali. Le stelle, le galassie. L'universo intero. Tutto respira. Tutto ha un'anima.

Ed è, quello di anima/respiro, un concetto trasversale che attraversa ogni religione e molte delle scienze umane, dall'antropologia alla filosofia.

Ogni popolo e civiltà vi ha trovato un significato fondante. Così come ogni uomo o donna, secondo le loro identità, formazioni, appartenenze, o libertà, vi trovano il loro.


È proprio di questi concetti universali che si permea il mio progetto, staccandosi e allo stesso tempo unendosi a ogni religione, come anche a un senso di religiosità personale, come, ancora, al semplice respiro di ognuno di noi.

L'idea di portare fino a voi questo progetto, tornando, seppure per un periodo limitato nel tempo, a lavorare su commissione, è nato dalla richiesta che qualcuna mi ha fatto dopo aver visto queste prime immagini nate puramente dalla mia fantasia. La richiesta era: puoi farne una per me?

Non ho risposto subito, ho preso tempo, ho lasciato sedimentare, e poi ho risposto: sì, posso. E sarà un piacere, e un onore farmi tramite tra la tua anima e te.

Ed eccomi così a offrirlo oggi a tutte voi, sotto forma di progetto limitato nel tempo di questo autunno 2018.

Otto giorni per prenotare il dipinto della propria anima: da oggi, Venerdì 12 Ottobre, a Sabato 20 Ottobre 2018.

Non potrò realizzarne molti, perché voglio terminarli e consegnarli entro la fine di Novembre. Una decina in tutto.

Una decina di bellissime anime per chi abbia adesso l'immediato desiderio di avere un contatto diretto con la sua.



"Sei pronta a raggiungermi? Mettiti in viaggio. Ti aspetto"

Sul mio sito tutte le indicazioni pratiche.

E alla prossima :)


domenica 8 luglio 2018

Notizie dal mondo fluttuante - come continua la mia evoluzione artistica (prima parte)

Eravamo rimasti al 25 Marzo - che è qui sotto e sembra l'altro ieri e allo stesso tempo un anno fa...
Vi ho raccontato, come potevo, come avviene un cambiamento artistico, o meglio, come è avvenuto in me e per me.
Vado avanti nel raconto, questa volta senza indugiare in troppe spiegazioni, anche perché non è semplice razionalizzare e mettere per iscritto quello che puramente è frutto di un flusso in divenire.

Mi affiderò dunque alle immagini, mostrando ciò che dopo quel primo dipinto di cambiamento è nato, così come è nato.
È un processo ancora in divenire, per questo ho specificato nel tipolo prima parte.
Ancora si sta evolvendo, e, soprattutto, non so ancora dove e come mi porterà.

Ho sempre dipinto storie. In ognuno dei miei quadri ce n'era una intera. Vosì continua ad essere. Anzi, in ognuno di questi dipunti ci sono infinite storie. C'è la vita interiore, c'è l'eterno movimento, c'è il pieno ma anche il vuoto. C'è l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. C'è l'infinitamente lontano e il vicinissimo. C'è il dentro e il fuori. E c'è tutto quello che ognuno di noi, con la sua storia, il suo essere, il suo punto nel viaggio, potrà e vorrà vedere.

E dunque eccoli, nell'esatta sequenza in cui sono stati realizzati:

Notizie del mondo fluttuante - ©Tiziana Rinaldi 2018
Nel fondo di me - @Tiziana Rinaldi 2018

Il silenzio e le sue sfumature - @Tiziana Rinaldi 2018
Blessed be - @Tiziana Rinaldi 2018
To be here now - ©Tiziana Rinaldi 2018
Respiro - ©Tiziana Rinaldi 2018
I dettami del sogno - ©Tiziana Rinaldi 2018
Dimmi di te - ©Tiziana Rinaldi 2018
Navigare la terra - ©Tiziana Rinaldi 2018

Infiniti microcosmi - ©Tiziana Rinaldi 2018

Joy - ©Tiziana Rinaldi 2018
Fiori d'acqua - ©Tiziana Rinaldi 2018
Stelle pianeti fiori - ©Tiziana Rinaldi 2018
In una goccia - ©Tiziana Rinaldi 2018
Mare al mattino - ©Tiziana Rinaldi 2018

Per oggi mi fermo qui. Mentre il viaggio continua...
(alla prossima!)

domenica 25 marzo 2018

Notizie dal mondo fluttuante - cronaca di un cambiamento

Da mesi, in questo blog, sto parlando di cambiamento.
Sapevo che in me qualcosa era in atto da molto tempo, non sapevo esattamente cosa, non sapevo come sarebbe successo. A dire il vero non sapevo neanche se sarebbe poi davvero successo, e questo forse era quello che più mi rendeva irrequieta.
A volte si sente forte l'esigenza di qualcosa di nuovo, ma per  mille motivi questo qualcosa non riesce poi a prendere forma, ad avvenire, e tutto rimane ancorato nella consuetudine.

In me il cambiamento è invece poi avvenuto davvero.
Un cambiamento stilistico importante, fondamentale direi.
Un cambiamento artistico che, certamente, va di pari passo con un cambiamento personale.

Questa lunga (ma anche breve, perché cercherò di riassumere il più possibile) cronaca  racconta come tutto è iniziato.
È infatti la cronaca della nascita del primo dipinto della nuova me, cronaca che ho già pubblicato, dividendola in più parti, sui miei profili facebook  e instagram
Ma sappiamo tutti come sono veloci quei mondi, dove una notizia pubblicata al mattino la sera è già vecchia.
Per questo voglio riportare tutto in questo che è un luogo della calma e delle cose che rimangono.
Sarà un lungo post, grazie se deciderete di leggerlo.
Mettetevi comode, e iniziamo.

 ***

Da dove si riprende quando tutto, del nostro modo di essere nel mondo conosciuto e che ci conosce, è cambiato? Da dove si inizia a descrivere? Beh: dall’inizio. 

Da un pomeriggio di qualche mese fa, quando dopo ore, giorni, mesi, di irrequietezza, di frustrazione, di sentirsi imprigionate in qualcosa divenuto troppo stretto di cui noi stesse siamo state artefici, quando ormai si sta facendo strada lo strisciante sentimento di lasciare tutto, in un pomeriggio assurdo di immobilità estrema (ero stata non so quante ore ferma, seduta su una sedia a guardare fuori) mi sono avvicinata al tavolo da lavoro, ho guardato il foglio che da giorni stava lì in attesa (un foglio dove avevo tracciato, potete vedere l'immagine qui sotto, una base stendendo in modo astratto pochi colori, colori che non sapevo però in nessun modo trasformare in qualcosa di davvero mio) l’ho guardato, e come se fosse improvvisamente caduto un velo l’ho visto. 

Ho capito che quei colori sparsi apparentemente a caso, con l'intenzione di farne uno sfondo, coprendoli, erano, invece, qualcosa che voleva emergere, qualcosa con una sua volontà, un mondo che da chissà quanto era lì, in attesa, e mi chiamava. Così ho preso un pastello, e ho tracciato due forme - disegnando, tracciando, facendo emergere, quello che già c’era. 
(Riuscite a vederle? In questa seconda immagine sono solo segni leggerissimi, si trasformeranno, strada facendo).
E tutto è cominciato.

Dopo aver tracciato queste prime due forme, ed essermi sorpresa da quello che vedevo, ho cercato di fare una sola cosa: non pensare.
Se in quel momento mi fossi messa a ragionare sicuramente mi sarei fermata. Spaventata, fermata, tornata indietro su strade conosciute.
Mi sono invece concentrata solo sul silenzio, sul processo, su quello che in modo naturale stava avvenendo, e guidata sempre e solo dai colori e dalle loro forme casuali, ho continuato a tracciare e far emergere ciò che già c’era, vestendo allo stesso tempo il ruolo di creatrice e di osservatrice.
Quello che vedevo nascere era qualcosa di completamente nuovo, somigliava a un mondo, un mondo di cui non avevo ancora nomi o definizioni, ma sapevo essere mio mondo, mia parte di vastissimo e inesplorato mondo, da tanto, tanto tempo...



A quel punto, di fronte a questa immagine che si stava formando quasi per sua volontà, ero tra l’euforico e l’interdetto.
Ho continuato ad andare avanti con, in quel momento, un un’unica curiosità: cosa ne avrei fatto di quella macchia rossa sistemata per orizzontale sulla parte superiore del foglio? :)
L’ho saputo quando ci sono arrivata, e il gesto, la mano, hanno fatto emergere una forma tracciata con un colore leggermente più scuro. Un fiore? Una conchiglia? La forma di un minerale? Una foglia, un fossile... Non so.
Una forma organica, come tutto ciò che le sta attorno.

Ho continuato a lavorare salendo dal basso verso l’alto (nell’esatto contrario di ciò che fino ad allora, in tutti i miei dipinti precedenti, avevo fatto), come un nuotatore che sale verso la superficie dell’acqua, spinta dalla stessa forza naturale...


Alla fine di quel pomeriggio straordinario ero di fronte ad un'immagine completamente nuova e allo stesso completamente mia
Ma cos’era, esattamente? Di che si trattava?
Ero sola in casa in quel momento, continuavo a guardarla sapendo che avevo varcato la soglia di un mondo nuovo, dal quale non sarei tornata indietro. Pensavo ai dipinti precedenti, ancora miei e amatissimi, ma il presente, il futuro, erano in questa direzione, che quel giorno, per sua volontà, si era manifestata.
Ciò che mi sorprendeva e mi rendeva euforica era il movimento che stava in queste forme: tendevano verso qualcosa che le attirava inesorabilmente. Fluttuavano.

"Notizie dal mondo fluttuante" - dipinto finito, nuova serie

Non sapevo però, ancora, che questo fluttuare sarebbe stato così fondamentale da dare il nome, non solo a questo primo lavoro, ma a tutta la nuova serie: notizie dal mondo fluttuante

La definizione è arrivata dopo un po’, quando già stavo dipingendo il secondo o il terzo di questi nuovi dipinti (attualmente sono dieci).
Mondo fluttuante, dal movimento che tutti contenevano, notizie, dal fatto che erano proprio notizie, che arrivavano da mondi altri, dal passato remoto, dal futuro lontanissimo, dal mio più profondo essere.

***

E qui potrei fermarmi, dicendo che tutto è poi continuato e sta continuando in questa direzione - che continuerò a documentare e mostrarvi.

***

Aggiungo oggi solo due cose.
La prima, che chiameremo: benedire.
Non tutti gli anni, ma spesso, da molti anni, scelgo una parola guida. Ultimamente è un fatto frequentissimo e naturale. 
Ma allora, una quindicina d'anni fa, era, almeno per me (ma tutt'ora, devo dire) per lo più un fatto personale, un piccolo rito domestico. Nel tempo ho imparato bene come funziona, so come questa parola può lavorare con noi mostrandoci tutti i suoi significati. Non sempre ne scelgo una, a volte non lo faccio, preferendo lasciare un vuoto di silenzio.
Quest’anno la parola è venuta da sola fino a me. Mi ha svegliato un giorno dicendo: adottami.
La parola, che poi è un verbo è: benedire. Intesa nel suo significato più semplice: bene dire. Dire parole buone.

Nella sua estensione diventa portare benedizioni, con ogni mezzo, in ogni modo.
Trovo estremamente significativo che, subito dopo essermi fatta scegliere da questa parola ed essermi messa a suo servizio, siano arrivati i nuovi quadri.

Infine, la seconda, che tutto conclude.
Era un sabato mattina di qualche settimana dopo, pioveva, stavo ascoltando la radio, quando ho sentito che a Roma era in corso una mostra su Hiroshige (incisore e pittore giapponese, anche detto Maestro della pioggia e della neve).
Non sapendone molto, ma subito affascinata, ho fatto ricerche, trovando tra le prime notizie questa:

"L'ukiyo-e (浮世絵 "immagine del mondo fluttuante") è un genere di stampa artistica giapponese su carta, fiorita nel periodo Edo, tra il XVII e il XX secolo”

Tutto si muove, tutto torna.

venerdì 2 febbraio 2018

Annuncio importante, quasi del tipo: messaggio alla nazione ;)

Questo post in realtà è un annuncio.
Un annuncio che al suo interno ne contiene altri.
L’ho scritto ieri sera e me lo sono inviato per posta, per non perderlo.
Non sapevo cosa indicare come oggetto, così ho scritto, in un attacco di megalomania: messaggio alla nazione ;)

• Sapete, ne ho parlato più più volte, di come, negli ultimi mesi, io stia attraversando un processo artistico di cambiamento, dovuto a tanti fattori tra cui il primo, molto semplice, è che tutti cambiamo di continuo: a volte in piccole cose, altre in più importanti. Questo mio si sta rivelando un cambiamento di cifra stilistica importante, e più passa il tempo, più lo misuro, più capisco quanto sia grande.

• Mi avete visto negli ultimi dipinti sperimentare solo sul tema dei fiori, ma c’è tutta una parte, che non ho mostrato, una parte segreta, che rappresenta la forma e la sostanza del cambiamento vero. Ieri è successo qualcosa che mi ha fatto capire che quella è la direzione giusta: ho terminato un dipinto che mi ha lasciato ammutolita, e che mi fa battere il cuore di un’emozione nuovissima e ancora fragile. Così, ieri sera, molto velocemente ho preso una decisione.

• Ho deciso che continuerò a lavorare in quella, ancora segreta direzione, e per farlo mi prenderò una pausa. Non sparirò del tutto, tornerò di tanto in tanto a raccontarvi qualcosa, ma nel frattempo sarò impegnata ad approfondire la mia ricerca e questo tipo di lavoro, ora mi è chiaro, va fatto nel silenzio della propria tana.

• Poiché quando finalmente sarò pronta a presentarvelo, tutto sarà diverso, ancora molto mio ma nuovo, tutto nuovo, ho bisogno di fare spazio, pulizia, spalancare porte e finestre e dare aria.

• Per questo motivo ho deciso di vendere la quasi totalità degli originali a mia disposizione, e per facilitare la vendita lo farò a prezzi esageratamente bassi; e se dico esageratamente credetemi: sarà così.

• Preparerò l’offerta durante questo fine settimana, Lunedì ne darò l’annuncio ufficiale su tutti i miei social. Si tratterà di un’occasione unica, ma unica davvero: portarvi a casa un mio originale a un prezzo irrisorio. Ci saranno tutti quelli presenti nel sito adesso, compresi i Floral, e probabilmente ne aggiungerò altri che avevo tenuto per me: è ora che vadano nel mondo.

• Ci rivediamo nel mio sito Lunedì 5 febbraio? Vi aspetto, ci conto!
Grazie per aver letto, rimanete con me che ne vedrete, spero, delle belle.

Firmato: il Presid... ehm, no, niente, mi ero fatta prendere troppo ;)

E ora, che foto aggiungo? Un'immagine ci vuole sempre...
Metto la mia, che vi guarda, mentre vi parlo.

Ciao, mi chiamo Tiziana, sono un'artista, e argh... sto cambiando!
 A tutte e tutti un abbraccio e a presto!

p.s.
Mi viene in mente che oggi sarebbe stato il giorno delle cose della settimana!
Le riassumo velocemente così, con un'altra foto (il discorso continua sotto la foto)

che dice: quando hai bisogno di ritrovare un centro, una direzione, un silenzio, te stessa, torna ai fondamentali. E così ho fatto.

Di nuovo abbracci e vi aspetto, Lunedì!

mercoledì 31 gennaio 2018

Perché a me piace: LeBambinediCaldalana

Quando, circa un paio d'anni fa, sono capitata, come sempre succede per caso, sul profilo instagram di Elena Ribolzi aka LeBambinediCaldalana, sono rimasta senza parole. Muta come un pesce e con la bocca aperta a formare un Oohh!
Non conoscevo nulla del mondo delle creazioni realizzate con la lana, o meglio, conoscevo le più consuete, come la lavorazione della lana cotta, già di per sé bellissima, ma realizzazioni così soffici da sembrare nuvole no, non ne avevo mai viste. Non sapevo neppure esistessero.

Mi trovavo di fronte a un piccolo mondo popolato da esserini eterei, caldi, ognuno con una sua spiccata specificità, che, tutti assieme, formano il piccolo popolo di un mondo fatato.

Da subito ho cominciato a seguire Elena nel suo lavoro, rimanendo sempre più affascinata da ciò che vedevo. E quando ho ripreso questa rubrica Elena è stata una delle prime creative che ho contattato. La sua risposta immediata, gentile, lieve, mi ha riempito di gioia facendomi capire che l'artista e il suo mondo erano (sono) davvero una sola cosa.

Le sue sono creature che mi ricordano tempi antichi: donne e ragazze dalle lunghe trecce, uomini con panciotto e cappello, bambini e bambine che sembrano uscire direttamente da un bosco, o dal villaggio di una favola.

Elena li crea uno ad uno secondo i principi della pedagogia Waldorf (tutto ben spiegato nel suo sito). La rotondità, i visi lasciati solo abbozzati, i colori scelti, i materiali purissimi, tutto contribuisce affinché l'oggetto creato sia unico, armonico, capace di stimolare immaginazione e donare sensazioni tattili e visive di profondo e immediato benessere.

E proprio l'inverno è secondo me la stagione perfetta perché LeBambinediCaldalana fossero presentate a voi che mi seguite. Quale stagione migliore per accogliere il calore e la levità di un materiale così prezioso e sapientemente trasformato?

Ed è proprio dedicata all'inverno, la stagione più intima, l'intervista di Elena (poetica e di grande ispirazione),  in compagnia della quale vi lascio.

Tu, tutti i giorni

- Cosa c'è sul tuo comodino?
Lo chiamo comodino, ma in realtà è un meraviglioso ceppo di legno che mi ha tagliato papà e che ho levigato lasciando a vista la corteccia. Sopra ci sono una lampada di sale, l’immancabile burro cacao, la crema per le mani e una pila di libri.

- Raccogli/collezioni qualcosa? 
Qualche anno fa ho fatto un intenso decluttering che mi ha fatto capire che accumulavo troppe cose. Però tutt’ora se vedo sassi particolari, mini conchiglie, rametti levigati dall’acqua, pigne, licheni… non posso fare a meno di raccoglierli e riempirmi le tasche. Nel farlo mi dico che possono essere utili per le mie creazioni, ma in verità è perché sono follemente innamorata della Natura. E poi custodisco tutte le lettere, i biglietti e le cartoline scritte a mano per me, e sì, tengo anche tutti i bigliettini dei musei/luoghi che ho visitato.

- Quali sono i tre riti irrinunciabili nella tua giornata? 
Le coccole con i miei gatti, almeno una tisana calda e sentire la voce di chi amo se non è accanto a me.

Il tuo lavoro

- Chi/cosa ti ispira maggiormente?
L’amore, non quello sdolcinato, ma quello profondo, sincero, pulito, prezioso, quello che permea le piccole cose della vita, che poi sono quelle più importanti e per cui facciamo tutto il resto.

- Qual è l'aspetto tutto tuo, la polverina magica, ciò che rende il tuo lavoro unico? 
Quello che creo è il risultato di tutto quello che ho fatto, di tutto quello che mi ha entusiasmata, affascinata, toccata, delle carezze e anche dei graffi che ho incontrato fino ad ora nella vita, è la sintesi e l’insieme delle milioni di sfaccettature che un’anima può contenere. Mi piace pensare alle mie creazioni come dei piccoli semini in grado di far germogliare l’amore nel mondo, e quindi riverso su di loro tutta la cura, la tenerezza, la poesia di cui sono capace poiché loro sono un’estensione di me stessa. Non so se questo le avvolga come una polverina magica, ma sicuramente è qualcosa di profondamente mio.

- Quale aggettivo ti piacerebbe gli altri usassero per definirti? 
Mi dedicano parole emozionanti ed io faccio il possibile per cercare di esserne anche solo minimamente all’altezza. Non c’è un aggettivo in particolare che preferisco, però sono davvero felice quando sento di aver toccato negli altri il bambino che custodiscono nel cuore.

Il tempo, le stagioni

 - Quali suggestioni ti dona l'inverno?
L’inverno è il silenzio della neve che cade, le ragnatele trasformate in preziosi gioielli dal gelo, è la cioccolata con panna, il camino acceso, le passeggiate negli abbracci stretti con le parole che si trasformano in nuvole ad ogni respiro, è stare al caldo sotto al piumone, è la terra che dorme nelle tane tra le radici, è quiete, raccoglimento, introspezione, è profonda, bellissima, sacra intimità.

- Qual è il tuo cibo preferito in questa stagione?
Minestroni e creme di verdura. Ne sono ghiotta!

- E il capo d'abbigliamento cui non puoi stare senza?
Sono moolto freddolosa, i maglioni spessi e le sciarpe sono la mia seconda pelle.

Infine
- Raccontaci qualcosa di curioso su di te: un aneddoto, un'idiosincrasia, una passione... qualcosa che chi sta leggendo ancora non sa
Quando guardo le nuvole cerco tutt’ora forme fiabesche tra i vari sbuffi bianchi. Adoro immergere le mani nei secchielli colmi di piselli e fagioli sgusciati.  Sto alla larga da chi per apparire migliore o per giustificare le sue azioni sminuisce gli altri.

Potete trovare Elena e le sue Bambine:

Sul suo sito
Su Facebook
Su Instagram
Su Pinterest
Nel suo shop online

Grazie di cuore a Elena per essere stata mia ospite, grazie a voi che avete letto.  A tutte e tutti un caro saluto, e alla prossima!

Tutte le foto pubblicate in questo post mi sono state fornite da Elena Ribolzi e sono di proprietà dei canali. Alcune (come indicato dall'watermark) sono opera della fotografa Danila Amodeo.
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